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Verità,
incontro liberante

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“Mancando punti di riferimento certi, tutto appare giustificato o giustificabile in rapporto all’onda del momento”. Affronta il tema della crisi morale che attanaglia i nostri giorni, mons. Forte, nella terza catechesi davanti ai giovani italiani.
E la “sfida titanica”, avverte, è “indicare linee guida affidabili”, perché “gli stessi parametri etici che il «grande Codice» della Bibbia aveva affidato all’Occidente, sembrano diluiti, poco reperibili ed evidenti”.
Oltre le ideologie moderne, chiarisce mons. Forte, che consideravano Dio mortuus, inutilis, otiosus; oltre “le volgarizzazioni del positivismo scientifico e le realizzazioni storiche dei modelli ideologici”, che “davano per scontata la morte di Dio”; oltre le “recenti proposte divulgative di un certo ateismo postulatorio”, c’è il «post-moderno» nel quale il processo di crisi “si manifesta nel rifiuto di un qualsivoglia orizzonte ideologico” e “in particolare nella volatilità delle informazioni offerte dal web, nonché nella fragilità delle sicurezze promesse dall’«economia virtuale», sempre più separata dall’economia reale”.
In questo contesto, allora – prosegue il Catechista – occorre tornare alla realtà che “risveglia il bisogno dell’incontro liberante con la verità, che ci supera e ci avvolge tutti, la verità trascendente e liberante del Dio vivo”, rispondendo all’impellente richiesta di una nuova evangelizzazione, nella consapevolezza che “occorre aprirsi alle nuove sfide, apprendere nuovi linguaggi, tentare nuove forme di approccio”.
Non un nuovo modo di essere cristiani, ma un nuovo slancio nell’incontro personale con Cristo: “Chi crede nella forza della verità”, continua mons. Forte, “sa che prima o poi essa vincerà sul pregiudizio e sulla menzogna”, sottolineando che “chi intende operare per il rinnovamento della vita ecclesiale, dovrà tornare all’amore, con la pazienza di rispettare anche i cammini più lenti, nella docilità e nella decisa obbedienza allo Spirito”.
Tre, dunque, sono i compiti affidati ai giovani, ai credenti per il futuro: il primo è mostrare “il primato di Dio nella fede”, ricorda il Catechista, perché oggi più che mai “c’è bisogno di cristiani adulti, convinti della loro fede, esperti della vita secondo lo Spirito, pronti a rendere ragione della loro speranza”, di autentici “missionari, innamorati della verità che salva”. Il secondo compito è quello di farsi “servi per amore” perché “non possiamo chiamarci fuori della storia di sofferenza e di lacrime in cui Egli è venuto”, ricorda mons. Forte, aggiungendo che in nome di questo servizio, si tratta “di giocare la vita, compromettendola con la testimonianza, se necessario portando la croce, cercando sempre con tutti la via in comunione”. Terzo, essere “testimoni del senso” della fede, che “richiede di amare la Verità e di essere pronti a pagare il prezzo per essa nella quotidiana fatica”.
19 Agosto 2011

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