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Perché non ci siano
vite a perdere

aria
Ha ripreso l’icona del giudizio finale – con la quale mons. Andrea Manto, direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della sanità, ha aperto sabato 17 marzo, a Roma, il seminario di studio “Salute e carcere: quale pastorale” – Giovanni Tamburino, Capo Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, soffermandosi sull’apparente «povertà» di quel “mi avete visitato”, pronunciato da Cristo a quanti l’avranno riconosciuto nella persona dei carcerati.
Una risposta che “resta sulla soglia”, che non «risolve» alla radice il problema del male, la presenza di quel “mistero d’iniquità”, che si impone con “immane concretezza”: una debolezza che, sul piano personale, Tamburino accosta a un lavoro – quello all’interno del mondo penitenziario – segnato da “problemi irrisolti e forse insolubili”, vuoi per la carenza di risorse, vuoi – ad un livello ancora più profondo – perché “la risposta sanzionatoria, per quanto necessaria, rimane paradossale, visto il malessere che induce”. Il clima di afflizione, con le conseguenze che porta sulla salute, contagia “non solo i detenuti, ma anche gli operatori, estendendosi a quanti nel carcere lavorano”.
Su questo sfondo, Tamburino ha valorizzato il decreto del Consiglio dei Ministri del 2008, che ha sancito il passaggio della sanità penitenziaria al Servizio sanitario nazionale: “E’ evidente che i limiti e le difficoltà che si frappongono alla realizzazione concreta del diritto fondamentale alla salute sono un riflesso delle carenze che l’assistenza sanitaria conosce anche per le persone libere”, ha aggiunto, facendo riferimento alla restrizione delle risorse economiche e anche alla loro differente distribuzione sul territorio.
Un carcere più sano – ha lasciato comunque intendere – è possibile, “senza grandi rivoluzioni: ci sono le condizioni per una trasformazione che riduca il sovraffollamento, qualifichi la presenza degli operatori, introduca maggiore lavoro quale strumento di benessere e umanizzi il clima, migliorando le relazioni interne”. Si tratta di una trasformazione – ha concluso – che richiede il superamento di tutte quelle forme di mancata collaborazione e integrazione, nella consapevolezza che “la realtà del carcere ci riguarda tutti”.
Sulla stessa prospettiva, mons. Manto ha richiamato il ruolo della società civile e della Chiesa, affinché “il carcere non sia considerato come una sorta di discarica sociale”. Dopo aver richiamato le parole che il card. Bagnasco ha pronunciato al Consiglio Episcopale Permanente dello scorso gennaio (“…la necessità di approntare un piano carceri che sia degno di un Paese della nostra tradizione giuridica e umanistica. Anche un solo suicidio, che avvenga per le condizioni disumane cui sono soggetti i carcerati, è di troppo. Non è vero, e non si può pensare che quelle dei carcerati siano vite a perdere. Se un pensiero simile dovesse albergare nella coscienza di un solo cittadino sarebbe una sconfitta per tutti”), ha indicato l’importanza di “sensibilizzare a più vasto raggio”: un compito di animazione affidato, in particolare, ai responsabili regionali della pastorale della sanità, affinché le comunità siano attente ad esprimere “un’esperienza profonda di relazione, capace di dare speranza, restituire dignità e trasformare la desolazione in consolazione”.
17 Marzo 2012

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Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l‘edilizia diculto CEI-BIB - Webinar di aggiornamento sul modulo di movimentazione
Il 16 giugno 2021 (ore 10.00-13.00) l'Ufficio Nazionale BCE organizza un momento di approfondimento e aggiornamento dedicato al modulo PBE-Movimentazione messo a disposizione delle biblioteche del PBE per l'erogazione del servizio di prestito e consultazione.L'incontro descrive le caratteristiche del servizio, le funzionalità dei moduli amministrativi, le funzionalità del modulo di gestione e le opportunità di rilevamento e monitoraggio delle transizioni. Verranno anche mostrate le caratteristiche delle interfacce del portale BeWeB disponibili per gli utenti registrati.Il webinar è riservato a direttori e responsabili delle biblioteche in produzione nel Polo SBN di Biblioteche Ecclesiastici (PBE), agli operatori abilitati alla catalogazione con CEI-BIB e agli operatori addetti al reference.È previsto un numero massimo di 40 partecipanti.Il modulo di iscrizione deve essere inviato all'indirizzo e-mail ceibib@chiesacattolica.it entro il 14 giugno.L'incontro è parte di un ciclo di giornate di aggiornamento e approfondimento destinato alle biblioteche aderenti al progetto CEI, iniziato lo scorso 26 maggio.
Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l‘edilizia diculto LAC 2021. Sessione di apertura del Laboratorio Adeguamento Cattedrali. Primo incontro
Il LAC - Laboratorio Adeguamento Cattedrali, promosso congiuntamente dalla Conferenza Episcopale Italianainsieme alla Scuola Beato Angelico, è un itinerario modulare di Alta Formazione a servizio delle Diocesi e delle équipe di professionisti interessati ad accedere e a partecipare ai bandi per l´adeguamento liturgico delle cattedrali italiane.L´edizione di apertura del 2019 ha offerto due sessioni di studio teorico, a Milano e Roma, e due laboratori su casi specifici a Firenze e Parma. Gli atti dei convegni, con le relazioni più significative, sono stati pubblicati su un numero monografico della rivista internazionale Arte Cristiana.Congiuntamente alla scelta di nuove Diocesi ammesse al bando CEI, il LAC riprende le sue sessioni formative con tre incontri propedeutici via web nei giorni 16, 23 e 30 giugno 2021, dalle 17.00 alle 19.00, cui seguiranno, dopo l´estate, sessioni e laboratori dedicati all´esame di casi specifici.Per gli incaricati regionali e diocesani degli uffici per i beni culturali e l´edilizia di culto e per i direttori degli uffici liturgici diocesani la partecipazione sarà gratuita, previa iscrizione presso la CEI, scrivendo a: info.bce@chiesacattolica.it.