HomeLiturgia delle Ore
martedì 14 Luglio 2026

Ufficio delle letture

SAN CAMILLO DE LELLIS, SACERDOTE - Memoria facoltativa - 2026-07-14 00:00:00
Grandezza Testo A A A
V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
O Cristo, Verbo del Padre,
re glorioso fra i santi,
luce e salvezza del mondo,
in te crediamo.

Cibo e bevanda di vita,
balsamo, veste, dimora,
forza, rifugio, conforto,
in te speriamo.

Illumina col tuo Spirito
l’oscura notte del male,
orienta il nostro cammino
incontro al Padre. Amen.


Oppure:


Iesu, coróna célsior
et véritas sublímior,
qui confiténti sérvulo
reddis perénne præmium,

Da supplicánti coetui,
huius rogátu cælitis,
remissiónem críminum
rumpéndo nexum vínculi.

Nil vanitátis díligens,
terréna sic exércuit,
ut mente tota férvidus
tibi placéret únice.

Te, Christe, rex piíssime,
hic confiténdo iúgiter,
calcávit hostem fórtiter
supérbum ac satéllitem.

Virtúte clarus et fide,
oratióni sédulus
ac membra servans sóbria,
dapes supérnas óbtinet.

Deo Patri sit glória
tibíque soli Filio
cum Spíritu Paráclito,
in sempitérna sæcula. Amen.
1 ant.
Sorga Dio,
          e i suoi nemici fuggano lontano.
SALMO 67    L’ingresso trionfale del Signore
Ascendendo in cielo ha portato con sé i prigionieri,
ha distribuito doni agli uomini.  Colui che discese è lo stesso
che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose

(Ef 4, 8. 10).
I    (2-11)
​Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano *
   e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
​Come si disperde il fumo, tu li disperdi; †
   come fonde la cera di fronte al fuoco, *
   periscano gli empi davanti a Dio.
I giusti invece si rallegrino, †
   esultino davanti a Dio *
   e cantino di gioia.
​Cantate a Dio, inneggiate al suo nome, *
   spianate la strada a chi cavalca le nubi:
«Signore» è il suo nome, *
   gioite davanti a lui.
​Padre degli orfani e difensore delle vedove *
   è Dio nella sua santa dimora.
Ai derelitti Dio fa abitare una casa, †
   fa uscire con gioia i prigionieri; *
   solo i ribelli abbandona in arida terra.
Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo, *
   quando camminavi per il deserto, tremò la terra,
stillarono i cieli davanti al Dio del Sinai, *
   davanti a Dio, il Dio di Israele.
​Pioggia abbondante riversavi, o Dio, *
   rinvigorivi la tua eredità esausta.
E il tuo popolo abitò il paese *
   che nel tuo amore, o Dio, preparasti al misero.
1 ant.
Sorga Dio,
          e i suoi nemici fuggano lontano.
2 ant.
Il nostro Dio è un Dio che salva,
          è lui che ci libera dalla morte.
II    (12-24)
Il Signore annunzia una notizia, *
   le messaggere di vittoria sono grande schiera:
«Fuggono i re, fuggono gli eserciti, *
   anche le donne si dividono il bottino.
Mentre voi dormite tra gli ovili, †
   splendono d’argento le ali della colomba, *
   le sue piume di riflessi d’oro».
Quando disperdeva i re l’Onnipotente, *
   nevicava sullo Zalmon.
Monte di Dio il monte di Basan, *
   monte dalle alte cime, il monte di Basan.
Perché invidiate, o monti dalle alte cime, †
   il monte che Dio ha scelto a sua dimora? *
   Il Signore lo abiterà per sempre.
I carri di Dio sono migliaia e migliaia: *
   il Signore viene dal Sinai nel santuario.
Sei salito in alto conducendo prigionieri, †
   hai ricevuto uomini in tributo: *
   anche i ribelli abiteranno presso il Signore Dio.
Benedetto il Signore sempre; *
   ha cura di noi il Dio della salvezza.
Il nostro Dio è un Dio che salva; *
   il Signore Dio libera dalla morte.
Sì, Dio schiaccerà il capo dei suoi nemici, *
   la testa altèra di chi percorre la via del delitto.
Ha detto il Signore: «Da Basan li farò tornare, *
   li farò tornare dagli abissi del mare,
perché il tuo piede si bagni nel sangue, *
   e la lingua dei tuoi cani
     riceva la sua parte tra i nemici».
2 ant.
Il nostro Dio è un Dio che salva,
          è lui che ci libera dalla morte.
3 ant.
Cantate a Dio, popoli del mondo,
          cantate inni al Signore.
III    (25-36)
Appare il tuo corteo, Dio, *
   il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario.
Precedono i cantori, †
   seguono ultimi i citaredi, *
   in mezzo le fanciulle che battono cèmbali.
«Benedite Dio nelle vostre assemblee, *
   benedite il Signore, voi della stirpe di Israele».
Ecco, Beniamino, il più giovane, †
   guida i capi di Giuda nelle loro schiere, *
   i capi di Zàbulon, i capi di Nèftali.
Dispiega, Dio, la tua potenza, *
   conferma, Dio, quanto hai fatto per noi.
Per il tuo tempio, in Gerusalemme, *
   a te i re porteranno doni.
Minaccia la belva dei canneti, †
   il branco dei tori con i vitelli dei popoli: *
   si prostrino portando verghe d’argento;
disperdi i popoli che amano la guerra. †
   Verranno i grandi dall’Egitto, *
   l’Etiopia tenderà le mani a Dio.
Regni della terra, cantate a Dio, *
   cantate inni al Signore;
egli nei cieli cavalca, nei cieli eterni, *
   ecco, tuona con voce potente.
Riconoscete a Dio la sua potenza, †
   la sua maestà su Israele, *
   la sua potenza sopra le nubi.
Terribile sei, Dio, dal tuo santuario; †
   il Dio d’Israele dà forza e vigore al suo popolo, *
   sia benedetto Dio.
3 ant.
Cantate a Dio, popoli del mondo,
          cantate inni al Signore.
V.
Ascolterò la parola del Signore:

R.
egli parla di pace al suo popolo.
PRIMA LETTURA

Dal primo libro dei Re
19, 1-9a. 11-21
 

Il Signore si manifesta a Elia
 
   In quei giorni Acab riferì a Gezabele ciò che Elia aveva fatto e che aveva ucciso di spada tutti i profeti. Gezabele inviò un messaggero a Elia per dirgli: «Gli dèi mi facciano questo e anche di peggio, se domani a quest’ora non avrò reso te come uno di quelli». Elia, impaurito, si alzò e se ne andò per salvarsi. Giunse a Bersabea di Giuda. Là fece sostare il suo ragazzo. Egli si inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto il ginepro. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto il ginepro. Allora, ecco un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati e mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su pietre roventi e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi tornò a coricarsi. Venne di nuovo l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Su, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb. Là entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco il Signore gli disse: «Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore». Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Ed ecco, sentì una voce che gli diceva: «Che fai qui, Elia?». Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita».
   Il Signore gli disse: «Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Cazael come re di Aram. Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsi, come re di Israele e ungerai Eliseo figlio di Safat, di Abel-Mecola, come profeta al tuo posto. Se uno scamperà dalla spada di Cazael, lo ucciderà Ieu; se uno scamperà dalla spada di Ieu, lo ucciderà Eliseo. Io poi mi sono risparmiato in Israele settemila persone, quanti non hanno piegato le ginocchia a Baal e quanti non l’hanno baciato con la bocca».
   Partito di lì, Elia incontrò Eliseo figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il decimosecondo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quegli lasciò i buoi e corse dietro a Elia dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elia disse: «Va’ e torna, perché sai bene che cosa ho fatto di te». Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con gli attrezzi per arare ne fece cuocere la carne e la diede alla gente, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio.
 
RESPONSORIO          Es 33, 22. 20; cfr. Gv 1, 18
R.
Disse il Signore a Mosè: quando passerà la mia
gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò
con la mano finché sarò passato,
*
perché nessuno
può vedere Dio e restare vivo.

V.
Dio nessuno l’ha mai visto: il Figlio unigenito, che
è nel seno del Padre, lo ha rivelato,

R.
perché nessuno può vedere Dio e restare vivo.
SECONDA LETTURA
Dalla «Vita di san Camillo», scritta da un suo compagno
(Ed. S. Cicatelli, Vita del P. Camillo de Lellis, Viterbo, 1615)
Servire il Signore nei fratelli
   Cominciando dalla santa carità, come radice di tutte le virtù e come dono a lui più familiare, dico che san Camillo fu così infiammato di questa santa virtù, non solo verso Iddio, ma anche verso il prossimo, e particolarmente verso gli infermi. La loro vista bastava da sola ad intenerirlo, a commuoverlo e a fargli dimenticare completamente ogni altra attrattiva o soddisfazione terrena. Quando serviva qualcuno di loro, pareva struggersi di amore e compassione e volentieri avrebbe preso sopra di sé ogni male per raddolcire il loro dolore, e alleviarli dalle infermità. Considerava tanto vivamente la persona di Cristo negli infermi, che spesso quando dava loro da mangiare, immaginandosi che essi fossero il suo Signore, domandava loro la grazia e il perdono dei suoi peccati. Stava con tale riverenza dinanzi a loro come stesse proprio alla presenza del Signore.
   Non parlava mai d’altro, né più spesso, né con maggior fervore, che della santa carità, e l’avrebbe voluta imprimere nel cuore di tutti gli uomini.
   Per infiammare i suoi religiosi a questa santa virtù, soleva spesso ricordare loro le dolcissime parole di Gesù Cristo: «Ero malato e mi avete visitato» (Mt 25, 36), le quali in verità pareva che gli fossero scolpite nel cuore, tante volte le diceva e ripeteva.
   Camillo era uomo di tanta carità, che aveva pietà e compassione non solo verso gli infermi e i moribondi, ma anche in generale verso tutti gli altri poveri e miserabili.
   Aveva il cuore pieno di tanta pietà verso i bisognosi, che soleva dire: Quando non si trovassero poveri nel mondo, gli uomini dovrebbero andare a cercarli e cavarli di sotto terra per far loro del bene, e usar loro misericordia.
 
RESPONSORIO                        1 Ts 5, 14. 15. 18; Rm 15, 7
R.
Accogliete i malati, cercate sempre il bene tra voi e con tutti:

*
questa è la volontà di Dio, in Cristo Gesù, verso di voi.

V.
Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo accolse voi,
per la gloria del Padre:

R.
questa è la volontà di Dio, in Cristo Gesù, verso di voi.
ORAZIONE
   O Dio, che nel santo sacerdote Camillo de Lellis hai fatto risplendere la carità di Cristo verso gli infermi, infondi in noi il tuo spirito di amore, perché sappiamo riconoscerti e servirti nei nostri fratelli, e nell’ora della nostra morte possiamo presentarci senza timore davanti a te. Per il nostro Signore.
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.

Memoria 0

SAN CAMILLO DE LELLIS, SACERDOTE - Memoria facoltativa - 2026-07-14 00:00:00

Ricerca Santi e Beati

Esplora la vita dei Santi e dei Beati della Chiesa. Trova la data della loro memoria liturgica e approfondisci la loro testimonianza di fede.

BANNER-300x250-v2
banner_BibbiaEdu
banner_liturgia