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sabato 04 Luglio 2026

Ufficio delle letture

SANTA ELISABETTA DI PORTOGALLO - Memoria facoltativa - 2026-07-04 00:00:00
Grandezza Testo A A A
V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
La carità divina
congiunge santa Elisabetta di Portogallo
all’eterno convito
nel regno dei beati.
La fiamma dello Spirito
ha impresso nel suo cuore
il sigillo indelebile
dell’amore di Dio.
O sorella dei poveri,
intercedi per noi;
sostieni i nostri passi
nella via della pace.
Tu guidaci alla vetta
della santa montagna,
dove i miti possiedono
il regno del Signore.
Sia lode al Padre e al Figlio,
sia onore al Santo Spirito,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.
1 ant.
Chi si fa piccolo come un bambino
          sarà il più grande nel regno dei cieli.
SALMO 130
Confidare in Dio come il bimbo nella madre
​Imparate da me, che sono mite e umile di cuore

(Mt 11, 29).
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore *
   e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi, *
   superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno †
   come bimbo svezzato in braccio a sua madre, *
   come un bimbo svezzato è l’anima mia.
Speri Israele nel Signore, *
   ora e sempre.
1 ant.
Chi si fa piccolo come un bambino
          sarà il più grande nel regno dei cieli.
2 ant.
In sincerità e gioia, mio Dio,
          offro a te tutti i tuoi doni.
SALMO 131, 1-10 (I)  Le promesse divine fatte a Davide
Il Signore gli darà il trono di Davide suo padre
(Lc 1, 32).
Ricordati, Signore, di Davide, *
   di tutte le sue prove,
quando giurò al Signore, *
   al Potente di Giacobbe fece voto:
«Non entrerò sotto il tetto della mia casa, *
   non mi stenderò sul mio giaciglio,
non concederò sonno ai miei occhi *
   né riposo alle mie palpebre,
finché non trovi una sede per il Signore, *
  una dimora per il Potente di Giacobbe».
Ecco, abbiamo saputo che era in Èfrata, *
   l’abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora, *
   prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi.
Alzati, Signore, verso il luogo del tuo riposo, *
   tu e l’arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si vestano di giustizia, *
   i tuoi fedeli cantino di gioia.
Per amore di Davide tuo servo *
   non respingere il volto del tuo consacrato.
2 ant.
In sincerità e gioia, mio Dio,
          offro a te tutti i tuoi doni.
3 ant.
Dio ha dato al Cristo il trono di Davide,
          il suo regno sarà senza fine.
SALMO 131, 11-18   (II)   Elezione di Davide e di Sion
Ora appunto ad Abramo e alla sua discendenza furono
fatte le promesse..., cioè a Cristo
(Gal 3, 16).
Il Signore ha giurato a Davide †
   e non ritratterà la sua parola: *
   «Il frutto delle tue viscere
     io metterò sul tuo trono!
Se i tuoi figli custodiranno la mia alleanza †
   e i precetti che insegnerò ad essi, *
   anche i loro figli per sempre
     sederanno sul tuo trono».
Il Signore ha scelto Sion, *
     l’ha voluta per sua dimora:
«Questo è il mio riposo per sempre; *
   qui abiterò, perché l’ho desiderato.
Benedirò tutti i suoi raccolti, *
   sazierò di pane i suoi poveri.
Rivestirò di salvezza i suoi sacerdoti, *
   esulteranno di gioia i suoi fedeli.
Là farò germogliare la potenza di Davide, *
   preparerò una lampada al mio consacrato.
Coprirò di vergogna i suoi nemici, *
   ma su di lui splenderà la corona».
3 ant.
Dio ha dato al Cristo il trono di Davide,
          il suo regno sarà senza fine.
V.
Venite, ammirate le opere del Signore:

R.
ha fatto cose stupende sulla terra.
PRIMA LETTURA
Dal secondo libro di Samuele
11, 1-17. 26-27
 

Il peccato di Davide
 
   Una volta, al tempo in cui i re sogliono andare in guerra, Davide mandò Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele a devastare il paese degli Ammoniti. L’esercito pose l’assedio a Rabba, mentre Davide rimaneva a Gerusalemme. Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dall’alto di quella terrazza egli vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella di aspetto. Davide mandò a informarsi chi fosse la donna. Gli fu detto: «È Betsabea figlia di Eliam, moglie di Uria l’Hittita». Allora Davide mandò messaggeri a prenderla. Essa andò da lui ed egli giacque con lei, che si era appena purificata dalla immondezza. Poi essa tornò a casa.
   La donna concepì e fece sapere a Davide: «Sono incinta». Allora Davide mandò a dire a Ioab: «Mandami Uria l’Hittita». Ioab mandò Uria da Davide. Arrivato Uria, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra. Poi Davide disse a Uria: «Scendi a casa tua e lavati i piedi». Uria uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una portata della tavola del re. Ma Uria dormì alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. La cosa fu riferita a Davide e gli fu detto: «Uria non è sceso a casa sua». Allora Davide disse a Uria: «Non vieni forse da un viaggio? Perché dunque non sei sceso a casa tua?». Uria rispose a Davide: «L’arca, Israele e Giuda abitano sotto le tende, Ioab mio signore e la sua gente sono accampati in aperta campagna e io dovrei entrare in casa mia per mangiare e bere e per dormire con mia moglie? Per la tua vita e per la vita della tua anima, io non farò tal cosa!». Davide disse ad Uria: «Rimani qui anche oggi e domani ti lascerò partire». Così Uria rimase a Gerusalemme quel giorno e il seguente. Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé e lo fece ubriacare; la sera Uria uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua.
   La mattina dopo, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mano di Uria. Nella lettera aveva scritto così: «Ponete Uria in prima fila, dove più ferve la mischia; poi ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia». Allora Ioab, che assediava la città, pose Uria nel luogo dove sapeva che il nemico aveva uomini valorosi. Gli uomini della città fecero una sortita e attaccarono Ioab; caddero parecchi della truppa e degli ufficiali di Davide e perì anche Uria l’Hittita.
   La moglie di Uria, saputo che Uria suo marito era morto, fece il lamento per il suo signore. Passati i giorni del lutto, Davide la mandò a prendere e l’accolse nella sua casa. Essa diventò sua moglie e gli partorì un figlio. Ma ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.
 
RESPONSORIO      Cfr. 2 Sam 12, 9; Es 20, 2. 13. 14

R.
Tu hai colpito di spada Uria, l’Hittita, e ti sei
preso sua moglie.
*
Perché hai disprezzato la parola
del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi?

V.
Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire
dal paese d’Egitto: Non uccidere, non commettere
adulterio.

R.
Perché hai disprezzato la parola del Signore,
facendo ciò che è male ai suoi occhi?
SECONDA LETTURA
Da un «Discorso» attribuito a san Pietro Crisologo, vescovo
(Disc. 53 sulla pace; PL 52, 347-348)
Beati gli operatori di pace
   «Beati gli operatori di pace», dice l’evangelista, o carissimi, «perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5, 9). A ragione fioriscono le virtù cristiane in colui che è concorde con gli altri nella pace cristiana, né si giunge ad essere chiamati figli di Dio se non attraverso il nome di operatori di pace.
   È la pace, carissimi, che fa uscire l’uomo dalla schiavitù e gli dà un titolo nobiliare, cambia agli occhi di Dio la condizione di una persona, facendo del servo un figlio, dello schiavo un uomo libero. La pace tra i fratelli è volontà di Dio e gioia di Cristo. È perfezione della santità, regola della giustizia, maestra di dottrina, salvaguardia dei costumi, disciplina lodevole in tutte le cose. La pace è per le preghiere un’intercessione, per le suppliche una via facile ed efficace, è l’appagamento pieno di tutti i desideri. La pace è madre dell’amore, vincolo di concordia, segno manifesto di un animo puro, che può chiedere per sé a Dio ciò che vuole. Domanda tutto ciò che vuole e ottiene tutto ciò che domanda. La pace si deve conservare per comando sovrano, perché lo stesso Cristo Signore dice: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14, 27), che è come dire: Vi ho lasciato nella pace, voglio trovarvi nella pace. Partendosene volle dare quello che desiderava di ritrovare in tutti al suo ritorno.
   È di Dio piantare la pace fin dalle radici; del nemico strapparla dalle radici. Infatti come l’amore fraterno è da Dio, così l’odio è dal diavolo; per questo l’odio è da condannare sotto tutte le sue forme, poiché sta scritto: «Chiunque odia il proprio fratello è un omicida» (1 Gv 3, 15). Vedete dunque, fratelli carissimi, perché si deve amare la pace ed apprezzare la concordia; sono queste infatti che generano e nutrono l’amore. Sapete poi che, secondo l’Apostolo, «l’amore è da Dio» (1 Gv 4, 7); perciò è senza Dio chi non ha l’amore.
   E allora, o fratelli, osserviamo i comandamenti che ci danno la vita; la fraternità sia tenuta ben unita con i legami di una pace profonda; sia tenuta ben stretta con il vincolo salutare dell’amore che copre un gran numero di peccati. Noi dobbiamo abbracciare con tutti i nostri desideri l’amore che ha un premio speciale per ognuno dei suoi aspetti buoni. La pace si deve custodire più di tutte le altre virtù, perché Dio è sempre nella pace. Amate la pace e tutto sarà tranquillo. La vostra pace per noi sarà un premio, per voi una gioia e la Chiesa di Dio, fondata nell’unità della pace, potrà godere di una coesione perfetta in Cristo.
 
RESPONSORIO                                                Is 58, 7-8
R.
Spezza il tuo pane con chi ha fame, conduci in casa tua
il povero senza tetto. Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
davanti a te camminerà la tua giustizia.

V.
Vesti chi è nudo, non disprezzare chi è della tua stessa carne:

R.
davanti a te camminerà la tua giustizia.
ORAZIONE
   O Dio di amore e di pace, che hai dato a santa Elisabetta di Portogallo il dono mirabile di riconciliare fra loro i nemici, concedi anche a noi di essere sempre operatori di pace, perché possiamo chiamarci tuoi figli. Per il nostro Signore.
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.

Memoria 2

SANTA ELISABETTA DI PORTOGALLO - Memoria facoltativa - 2026-07-04 00:00:00

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