V.
O Dio, vieni a salvarmi
R.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
Frumento di Cristo noi siamo,
cresciuti nel sole di Dio,
nell'acqua del fonte impastati,
segnati dal crisma divino.
cresciuti nel sole di Dio,
nell'acqua del fonte impastati,
segnati dal crisma divino.
In pane trasformaci, o Padre,
per il sacramento di pace:
un Pane, uno Spirito, un Corpo,
la Chiesa una-santa, o Signore.
per il sacramento di pace:
un Pane, uno Spirito, un Corpo,
la Chiesa una-santa, o Signore.
O Cristo, pastore glorioso,
a te la potenza e l'onore
col Padre e lo Spirito Santo
nei secoli dei secoli. Amen.
a te la potenza e l'onore
col Padre e lo Spirito Santo
nei secoli dei secoli. Amen.
1 ant.
Chi si fa piccolo come un bambinosarà il più grande nel regno dei cieli.
SALMO 130
Confidare in Dio come il bimbo nella madre
Confidare in Dio come il bimbo nella madre
Imparate da me, che sono mite e umile di cuore
(Mt 11, 29).
(Mt 11, 29).
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore *
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi, *
superiori alle mie forze.
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi, *
superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno †
come bimbo svezzato in braccio a sua madre, *
come un bimbo svezzato è l’anima mia.
come bimbo svezzato in braccio a sua madre, *
come un bimbo svezzato è l’anima mia.
Speri Israele nel Signore, *
ora e sempre.
ora e sempre.
1 ant.
Chi si fa piccolo come un bambinosarà il più grande nel regno dei cieli.
2 ant.
In sincerità e gioia, mio Dio,offro a te tutti i tuoi doni.
SALMO 131, 1-10 (I) Le promesse divine fatte a Davide
Il Signore gli darà il trono di Davide suo padre
(Lc 1, 32).
Ricordati, Signore, di Davide, *
di tutte le sue prove,
quando giurò al Signore, *
al Potente di Giacobbe fece voto:
di tutte le sue prove,
quando giurò al Signore, *
al Potente di Giacobbe fece voto:
«Non entrerò sotto il tetto della mia casa, *
non mi stenderò sul mio giaciglio,
non concederò sonno ai miei occhi *
né riposo alle mie palpebre,
non mi stenderò sul mio giaciglio,
non concederò sonno ai miei occhi *
né riposo alle mie palpebre,
finché non trovi una sede per il Signore, *
una dimora per il Potente di Giacobbe».
una dimora per il Potente di Giacobbe».
Ecco, abbiamo saputo che era in Èfrata, *
l’abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora, *
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi.
l’abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora, *
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi.
Alzati, Signore, verso il luogo del tuo riposo, *
tu e l’arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si vestano di giustizia, *
i tuoi fedeli cantino di gioia.
tu e l’arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si vestano di giustizia, *
i tuoi fedeli cantino di gioia.
Per amore di Davide tuo servo *
non respingere il volto del tuo consacrato.
non respingere il volto del tuo consacrato.
2 ant.
In sincerità e gioia, mio Dio,offro a te tutti i tuoi doni.
3 ant.
Dio ha dato al Cristo il trono di Davide,il suo regno sarà senza fine.
SALMO 131, 11-18 (II) Elezione di Davide e di Sion
Ora appunto ad Abramo e alla sua discendenza furono
fatte le promesse..., cioè a Cristo
fatte le promesse..., cioè a Cristo
(Gal 3, 16).
Il Signore ha giurato a Davide †
e non ritratterà la sua parola: *
«Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono!
e non ritratterà la sua parola: *
«Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono!
Se i tuoi figli custodiranno la mia alleanza †
e i precetti che insegnerò ad essi, *
anche i loro figli per sempre
sederanno sul tuo trono».
e i precetti che insegnerò ad essi, *
anche i loro figli per sempre
sederanno sul tuo trono».
Il Signore ha scelto Sion, *
l’ha voluta per sua dimora:
«Questo è il mio riposo per sempre; *
qui abiterò, perché l’ho desiderato.
l’ha voluta per sua dimora:
«Questo è il mio riposo per sempre; *
qui abiterò, perché l’ho desiderato.
Benedirò tutti i suoi raccolti, *
sazierò di pane i suoi poveri.
Rivestirò di salvezza i suoi sacerdoti, *
esulteranno di gioia i suoi fedeli.
sazierò di pane i suoi poveri.
Rivestirò di salvezza i suoi sacerdoti, *
esulteranno di gioia i suoi fedeli.
Là farò germogliare la potenza di Davide, *
preparerò una lampada al mio consacrato.
Coprirò di vergogna i suoi nemici, *
ma su di lui splenderà la corona».
preparerò una lampada al mio consacrato.
Coprirò di vergogna i suoi nemici, *
ma su di lui splenderà la corona».
3 ant.
Dio ha dato al Cristo il trono di Davide,il suo regno sarà senza fine.
V.
Venite, ammirate le opere del Signore:
R.
PRIMA LETTURA
Dal libro di Giobbe
42, 7-17
Dio riconosce la giustizia di Giobbe
e lo premia di fronte ai suoi amici
Dopo che il Signore ebbe rivolto alcune parole a Giobbe, disse a Elifaz il Temanita: «La mia ira si è accesa contro di te e contro i tuoi due amici, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe. Prendete dunque sette vitelli e sette montoni e andate dal mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi; il mio servo Giobbe pregherà per voi, affinché io, per riguardo a lui, non punisca la vostra stoltezza, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe».
Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita andarono e fecero come loro aveva detto il Signore e il Signore ebbe riguardo di Giobbe.
Dio ristabilì Giobbe nello stato di prima, avendo egli pregato per i suoi amici; accrebbe anzi del doppio quanto Giobbe aveva posseduto. Tutti i suoi fratelli, le sue sorelle e i suoi conoscenti di prima vennero a trovarlo e mangiarono pane in casa sua e lo commiserarono e lo consolarono di tutto il male che il Signore aveva mandato su di lui e gli regalarono ognuno una piastra e un anello d’oro.
Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell’eredità insieme con i loro fratelli.
Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant’anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.
Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita andarono e fecero come loro aveva detto il Signore e il Signore ebbe riguardo di Giobbe.
Dio ristabilì Giobbe nello stato di prima, avendo egli pregato per i suoi amici; accrebbe anzi del doppio quanto Giobbe aveva posseduto. Tutti i suoi fratelli, le sue sorelle e i suoi conoscenti di prima vennero a trovarlo e mangiarono pane in casa sua e lo commiserarono e lo consolarono di tutto il male che il Signore aveva mandato su di lui e gli regalarono ognuno una piastra e un anello d’oro.
Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell’eredità insieme con i loro fratelli.
Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant’anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.
RESPONSORIO Cfr. Gb 42,7.8
R.
Disse il Signore a Elifaz: Tu e i tuoi amici non avetedetto di me cose rette come il mio servo Giobbe;
*
egli pregherà per voi.
V.
R.
SECONDA LETTURA
Dalla «Vita di san Norberto», vescovo
(Cfr. PL 170, 1262. 1269. 1294. 1295;
Acta SS. 21, in Appendice, p. 50)
Acta SS. 21, in Appendice, p. 50)
Grande tra i grandi, piccolo tra i piccoli
Norberto occupa meritatamente un posto speciale tra coloro che si dedicarono con maggiore efficacia alla riforma Gregoriana.
Egli volle che il clero fosse convenientemente preparato, dedito al genuino ideale evangelico e apostlico, casto e povero, «che rivestisse l’abito e l’ornamento dell’uomo nuovo: quello nell’abito religioso, questo nella dignità del sacerdozio», e che si preoccupasse infine «di mettere in pratica la Sacra Scrittura e di avere Cristo come guida». Era solito raccomandare tre cose al clero: «mondezza per l’altare e i divini uffici, correzione delle colpe e delle negligenze nel capitolo conventuale, ospitalità verso i poveri».
Ai sacerdoti, che in convento tenevano le veci degli apostoli, volle aggregata, a somiglianza della Chiesa primitiva, tale moltitudine di credenti, uomini e donne, bramosi di perfezione, quale dai tempi apostolici nessuno era mai riuscito a radunare in sì breve tempo.
Creato arcivescovo, chiamò i suoi confratelli per convertire alla fede la regione dei Vendi (Lusazia). Quanto al clero della sua diocesi, si adoperò per portarlo alla riforma, nonostante i tumulti e le sollevazioni del popolo.
Sua preoccupazione principale fu di rafforzare e aumentare la buona armonia tra la Sede Apostolica e l’Impero, salva la libertà delle elezioni ecclesiastiche. L’una e l’altro furono talmente soddisfatti della sua opera che il Papa Innocenzo II così gli scrisse: «La Sede Apostolica si congratula cordialmente con te, figlio tanto devoto!», e l’Imperatore lo nominò primo cancelliere dell’Impero.
Tutto egli compì con fede intrepida. «In Norberto, dicevano, brilla la fede, come in Bernardo di Chiaravalle la carità».
Né gli mancava la garbatezza dei modi. Si dimostrava infatti amabile con tutti, «grande con i grandi e piccolo con i piccoli».
La sua parola infine era di somma efficacia. Dedito continuamente alla contemplazione delle realtà divine, le meditava continuamente e diffuse senza paura «la parola ardente di Dio, che estirpa i vizi, stimola alla virtù e arricchisce di sapienza le anime ben disposte».
Egli volle che il clero fosse convenientemente preparato, dedito al genuino ideale evangelico e apostlico, casto e povero, «che rivestisse l’abito e l’ornamento dell’uomo nuovo: quello nell’abito religioso, questo nella dignità del sacerdozio», e che si preoccupasse infine «di mettere in pratica la Sacra Scrittura e di avere Cristo come guida». Era solito raccomandare tre cose al clero: «mondezza per l’altare e i divini uffici, correzione delle colpe e delle negligenze nel capitolo conventuale, ospitalità verso i poveri».
Ai sacerdoti, che in convento tenevano le veci degli apostoli, volle aggregata, a somiglianza della Chiesa primitiva, tale moltitudine di credenti, uomini e donne, bramosi di perfezione, quale dai tempi apostolici nessuno era mai riuscito a radunare in sì breve tempo.
Creato arcivescovo, chiamò i suoi confratelli per convertire alla fede la regione dei Vendi (Lusazia). Quanto al clero della sua diocesi, si adoperò per portarlo alla riforma, nonostante i tumulti e le sollevazioni del popolo.
Sua preoccupazione principale fu di rafforzare e aumentare la buona armonia tra la Sede Apostolica e l’Impero, salva la libertà delle elezioni ecclesiastiche. L’una e l’altro furono talmente soddisfatti della sua opera che il Papa Innocenzo II così gli scrisse: «La Sede Apostolica si congratula cordialmente con te, figlio tanto devoto!», e l’Imperatore lo nominò primo cancelliere dell’Impero.
Tutto egli compì con fede intrepida. «In Norberto, dicevano, brilla la fede, come in Bernardo di Chiaravalle la carità».
Né gli mancava la garbatezza dei modi. Si dimostrava infatti amabile con tutti, «grande con i grandi e piccolo con i piccoli».
La sua parola infine era di somma efficacia. Dedito continuamente alla contemplazione delle realtà divine, le meditava continuamente e diffuse senza paura «la parola ardente di Dio, che estirpa i vizi, stimola alla virtù e arricchisce di sapienza le anime ben disposte».
RESPONSORIO 2 Tm 4, 25; At 20, 28
R.
Annunzia il Vangelo, insisti in ogni occasione, ammonisci,rimprovera, esorta con grande pazienza e dottrina;
*
sopportale sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo.
V.
come vescovo per guidare la Chiesa di Dio;
R.
del vangelo.
ORAZIONE
O Dio, che in san Norberto hai dato alla tua Chiesa un vescovo mirabile per lo zelo pastorale e lo spirito di orazione, fa’ che il tuo popolo sia sempre guidato da pastori secondo il tuo cuore alle sorgenti della salvezza. Per il nostro Signore.
Benediciamo il Signore.
R.
Rendiamo grazie a Dio.
R.



