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martedì 28 Aprile 2026

Ufficio delle letture

SAN PIETRO CHANEL, SACERDOTE E MARTIRE - Memoria facoltativa
Grandezza Testo A A A
V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
Gerusalemme nuova,
immagine di pace,
costruita per sempre
nell'amore del Padre.
Tu discendi dal cielo
come vergine sposa,
per congiungerti a Cristo
nelle nozze eterne.
Dentro le tue mura,
risplendenti di luce,
si radunano in festa
gli amici del Signore:
pietre vive e preziose,
scolpite dallo Spirito
con la croce e il martirio
per la città dei santi.
Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino e unico
nei secoli sia gloria. Amen.
Oppure:
Martyr Dei, qui
(
quæ
)
únicum
Patris sequéndo Fílium
victis triúmphas hóstibus,
victor
(
victrix
)
fruens cæléstibus,
Tui precátus múnere
nostrum reátum dílue,
arcens mali contágium,
vitæ repéllens tǽdium.
Solúta sunt iam víncula
tui sacráti córporis;
nos solve vinclis sǽculi
amóre Fílii Dei.
Honor Patri cum Fílio
et Spíritu Paráclito,
qui te coróna pérpeti
cingunt in aula glóriæ. Amen.
1 ant.
A te giunga, Signore, il mio grido:
          non nascondermi il tuo volto.
SALMO 101    Aspirazioni e preghiere di un esule

Sia benedetto Dio... il quale ci consola in ogni nostra
tribolazione
(2 Cor 1, 4).
 
I   (2-12)
Signore, ascolta la mia preghiera, *
   a te giunga il mio grido.
Non nascondermi il tuo volto; †
   nel giorno della mia angoscia
      piega verso di me l’orecchio. *
   Quando ti invoco: presto, rispondimi.
Si dissolvono in fumo i miei giorni *
   e come brace ardono le mie ossa.
Il mio cuore abbattuto come erba inaridisce, *
   dimentico di mangiare il mio pane.
Per il lungo mio gemere *
   aderisce la mia pelle alle mie ossa.
Sono simile al pellicano del deserto, *
   sono come un gufo tra le rovine.
Veglio e gemo *
   come uccello solitario sopra un tetto.
Tutto il giorno mi insultano i miei nemici, *
   furenti imprecano contro il mio nome.
Di cenere mi nutro come di pane *
   alla mia bevanda mescolo il pianto,
davanti alla tua collera e al tuo sdegno, *
   perché mi sollevi e mi scagli lontano.
I miei giorni sono come ombra che declina, *
   e io come erba inaridisco.
1 ant.
A te giunga, Signore, il mio grido:
          non nascondermi il tuo volto.
2 ant.
Volgiti, Signore, alla preghiera del povero.
II    (13-23)
Ma tu, Signore, rimani in eterno, *
   il tuo ricordo per ogni generazione.
Tu sorgerai, avrai pietà di Sion, †
   perché è tempo di usarle misericordia: *
   l’ora è giunta.
Poiché ai tuoi servi sono care le sue pietre *
   e li muove a pietà la sua rovina.
I popoli temeranno il nome del Signore *
   e tutti i re della terra la tua gloria,
quando il Signore avrà ricostruito Sion *
   e sarà apparso in tutto il suo splendore.
Egli si volge alla preghiera del misero *
   e non disprezza la sua supplica.
Questo si scriva per la generazione futura *
   e un popolo nuovo darà lode al Signore.
Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario, *
   dal cielo ha guardato la terra,
per ascoltare il gemito del prigioniero, *
   per liberare i condannati a morte;
perché sia annunziato in Sion il nome del Signore *
   e la sua lode in Gerusalemme,
quando si aduneranno insieme i popoli *
   e i regni per servire il Signore.
2 ant.
Volgiti, Signore, alla preghiera del povero.
3 ant.
In principio, Signore, hai fondato la terra,
          i cieli sono opera delle tue mani, alleluia.
III    (24-29)
Ha fiaccato per via la mia forza, *
   ha abbreviato i miei giorni.
Io dico: Mio Dio, †
   non rapirmi a metà dei miei giorni; *
   i tuoi anni durano per ogni generazione.
In principio tu hai fondato la terra, *
   i cieli sono opera delle tue mani.
Essi periranno, ma tu rimani, *
   tutti si logorano come veste,
come un abito tu li muterai *
   ed essi passeranno.
Ma tu resti lo stesso *
   e i tuoi anni non hanno fine.
I figli dei tuoi servi avranno una dimora, *
   resterà salda davanti a te la loro discendenza.
3 ant.
In principio, Signore, hai fondato la terra,
          i cieli sono opera delle tue mani, alleluia.
V.
Cristo risorto dai morti non muore più, alleluia,

R.
su di lui la morte non ha più potere, alleluia.
PRIMA LETTURA

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni, apostolo
14, 1-13

Il canto nuovo per l’Agnello vittorioso
   
   Io, Giovanni, guardai ed ecco l’Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. Udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di arpa che si accompagnano nel canto con le loro arpe. Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e ai vegliardi. E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra. Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini e seguono l’Agnello dovunque va. Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. Non fu trovata menzogna sulla loro bocca; sono senza macchia.
    Poi vidi un altro angelo che volando in mezzo al cielo recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo. Egli gridava a gran voce:
       «Temete Dio e dategli gloria,
       perché è giunta l’ora del suo giudizio.
       Adorate colui che ha fatto
       il cielo e la terra,
       il mare e le sorgenti delle acque».
    Un secondo angelo lo seguì gridando:
       «È caduta, è caduta
       Babilonia la grande,
       quella che ha abbeverato tutte le genti
       col vino del furore della sua fornicazione».
    Poi, un terzo angelo li seguì gridando a gran voce: «Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano, berrà il vino dell’ira di Dio che è versato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell’Agnello. Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli, e non avranno riposo né giorno né notte quanti adorano la bestia e la sua statua e chiunque riceve il marchio del suo nome». Qui appare la costanza dei santi, che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù.
    Poi udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: Beati fin d’ora i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono».
 
RESPONSORIO                    Cfr. Ap 14, 2. 7. 6. 7
R.
Vidi un angelo che volava in mezzo al cielo e
gridava a gran voce:
*
Temete Dio e dategli gloria,
alleluia.

V.
Adorate colui che ha fatto il cielo e la terra, il
mare e le sorgenti delle acque.

R.
Temete Dio e dategli gloria, alleluia.
SECONDA LETTURA
Elogio di san Pietro, sacerdote e martire
Il sangue dei martiri è seme di cristiani
   Pietro, appena ebbe abbracciato la vita religiosa nella Congregazione di Maria, in seguito alla sua richiesta venne mandato nelle missioni dell’Oceania e approdò all’isola di Futuna situata nell’Oceano Pacifico, dove il nome di Cristo non era ancora stato annunziato. Un religioso laico che fu sempre con lui narra la sua vita missionaria con queste parole: «Nelle sue fatiche, bruciato dal caldo del sole, spesso fiaccato per la fame, tornava a casa madido di sudore, stremato di forze, ma sempre d’animo forte, ardente e contento come se tornasse da un luogo di delizie: e questo non una sola volta, ma quasi tutti i giorni. Era solito non rifiutare mai nulla agli abitanti di Futuna, neppure a quanti lo perseguitavano, scusandoli sempre e non respingendoli mai, anche se rozzi e molesti. Era pieno di dolcezza senza pari verso tutti e in tutti i modi, nessuno escluso».
   Non fa perciò meraviglia che fosse chiamato «uomo dal cuor d’oro» da quegli abitanti, egli che una volta aveva detto ad un confratello: In una missione così difficile dobbiamo essere santi.
   Poco alla volta annunziò Cristo e il vangelo, ma raccoglieva pochi frutti. Tuttavia compiva la sua opera missionaria umana e religiosa con invincibile costanza, appoggiandosi sull’esempio e sulle parole di Cristo: Uno è colui che semina, e un altro colui che raccoglie (cfr. Gv 4, 37). Per questo non cessava mai di domandare aiuto alla Madre di Dio, di cui era molto devoto.
   La sua predicazione della religione cristiana distrusse il culto degli spiriti maligni che i notabili di Futuna sostenevano per poter conservare la loro gente sotto il proprio dominio.
   Perciò gli causarono una morte dolorosissima, sperando che con la scomparsa di Pietro sarebbero andati distrutti i semi della religione cristiana da lui sparsi.
   Ma il giorno prima del suo martirio egli stesso aveva detto: Non importa se io muoio; la religione di Cristo è così ben piantata in quest’isola, che non verrà sradicata con la mia morte.
   Il sangue del martire giovò anzitutto agli abitanti di Futuna, i quali, pochi anni dopo, abbracciarono tutti la fede di Cristo, ma anche a tutte le altre isole dell’Oceania, dove ora ci sono fiorenti chiese cristiane che considerano e invocano Pietro come il loro protomartire.
 
RESPONSORIO                         Cfr. Lc 10, 2; At 1, 8
R.
La messe è molta, gli operai sono pochi;

*
pregate il Padrone della messe, perché mandi
operai nel suo campo, alleluia.

V.
Riceverete la forza dello Spirito Santo che scenderà
su di voi, e mi sarete testimoni fino agli estremi confini
della terra.

R.
Pregate il padrone della messe, perché mandi operai
nel suo campo, alleluia.
ORAZIONE
   O Dio, che a san Pietro Chanel sacerdote hai dato la grazia di coronare con il martirio l’annunzio missionario del vangelo, concedi anche a noi, in questi giorni di gioia pasquale, di vivere pienamente il mistero di Cristo morto e risorto, per divenire testimoni della vita nuova. Per il nostro Signore.
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.

Memoria facoltativa

SAN PIETRO CHANEL, SACERDOTE E MARTIRE - Memoria facoltativa

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