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martedì 21 Aprile 2026

Ufficio delle letture

SANT’ANSELMO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA - Memoria facoltativa
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V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
 
Gerusalemme nuova,
immagine di pace,
costruita per sempre
nell’amore del Padre.
Tu discendi dal cielo
come vergine sposa,
per congiungerti a Cristo
nelle nozze eterne.
Dentro le tue mura,
risplendenti di luce,
si radunano in festa
gli amici del Signore:
pietre vive e preziose,
scolpite dallo Spirito
con la croce e il martirio
per la città dei santi.
Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.
 
Oppure:

Hi sacerdótes Dómini sacráti,
consecratóres Dómini fidéles
atque pastóres pópuli fuére
   ímpigro amóre.
Namque suscéptæ benedictiónis
dona servántes, studuére, lumbos
fórtiter cincti, mánibus corúscas
   ferre lucérnas.
Sicque suspénsi vigilésque, quando
iánuam pulsans Dóminus veníret,
obviavérunt properánti alácres
   pándere limen.
Glóriæ summum decus atque laudis,
rex, tibi, regum, Déitas perénnis,
quicquid est rerum célebret per omne
   tempus et ævum. Amen.
1 ant.
Sorga Dio,
          e i suoi nemici fuggano lontano, alleluia.
SALMO 67    L’ingresso trionfale del Signore
Ascendendo in cielo ha portato con sé i prigionieri,
ha distribuito doni agli uomini.  Colui che discese è lo stesso
che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose

(Ef 4, 8. 10).
I    (2-11)
​Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano *
   e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
​Come si disperde il fumo, tu li disperdi; †
   come fonde la cera di fronte al fuoco, *
   periscano gli empi davanti a Dio.
I giusti invece si rallegrino, †
   esultino davanti a Dio *
   e cantino di gioia.
​Cantate a Dio, inneggiate al suo nome, *
   spianate la strada a chi cavalca le nubi:
«Signore» è il suo nome, *
   gioite davanti a lui.
​Padre degli orfani e difensore delle vedove *
   è Dio nella sua santa dimora.
Ai derelitti Dio fa abitare una casa, †
   fa uscire con gioia i prigionieri; *
   solo i ribelli abbandona in arida terra.
Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo, *
   quando camminavi per il deserto, tremò la terra,
stillarono i cieli davanti al Dio del Sinai, *
   davanti a Dio, il Dio di Israele.
​Pioggia abbondante riversavi, o Dio, *
   rinvigorivi la tua eredità esausta.
E il tuo popolo abitò il paese *
   che nel tuo amore, o Dio, preparasti al misero.
1 ant.
Sorga Dio,
          e i suoi nemici fuggano lontano, alleluia.
2 ant.
Il nostro Dio è un Dio che salva,
          è lui che ci libera dalla morte, alleluia.
II    (12-24)
Il Signore annunzia una notizia, *
   le messaggere di vittoria sono grande schiera:
«Fuggono i re, fuggono gli eserciti, *
   anche le donne si dividono il bottino.
Mentre voi dormite tra gli ovili, †
   splendono d’argento le ali della colomba, *
   le sue piume di riflessi d’oro».
Quando disperdeva i re l’Onnipotente, *
   nevicava sullo Zalmon.
Monte di Dio il monte di Basan, *
   monte dalle alte cime, il monte di Basan.
Perché invidiate, o monti dalle alte cime, †
   il monte che Dio ha scelto a sua dimora? *
   Il Signore lo abiterà per sempre.
I carri di Dio sono migliaia e migliaia: *
   il Signore viene dal Sinai nel santuario.
Sei salito in alto conducendo prigionieri, †
   hai ricevuto uomini in tributo: *
   anche i ribelli abiteranno presso il Signore Dio.
Benedetto il Signore sempre; *
   ha cura di noi il Dio della salvezza.
Il nostro Dio è un Dio che salva; *
   il Signore Dio libera dalla morte.
Sì, Dio schiaccerà il capo dei suoi nemici, *
   la testa altèra di chi percorre la via del delitto.
Ha detto il Signore: «Da Basan li farò tornare, *
   li farò tornare dagli abissi del mare,
perché il tuo piede si bagni nel sangue, *
   e la lingua dei tuoi cani
     riceva la sua parte tra i nemici».
2 ant.
Il nostro Dio è un Dio che salva,
          è lui che ci libera dalla morte, alleluia.
3 ant.
Cantate a Dio, popoli del mondo,
          cantate inni al Signore, alleluia.
III    (25-36)
Appare il tuo corteo, Dio, *
   il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario.
Precedono i cantori, †
   seguono ultimi i citaredi, *
   in mezzo le fanciulle che battono cèmbali.
«Benedite Dio nelle vostre assemblee, *
   benedite il Signore, voi della stirpe di Israele».
Ecco, Beniamino, il più giovane, †
   guida i capi di Giuda nelle loro schiere, *
   i capi di Zàbulon, i capi di Nèftali.
Dispiega, Dio, la tua potenza, *
   conferma, Dio, quanto hai fatto per noi.
Per il tuo tempio, in Gerusalemme, *
   a te i re porteranno doni.
Minaccia la belva dei canneti, †
   il branco dei tori con i vitelli dei popoli: *
   si prostrino portando verghe d’argento;
disperdi i popoli che amano la guerra. †
   Verranno i grandi dall’Egitto, *
   l’Etiopia tenderà le mani a Dio.
Regni della terra, cantate a Dio, *
   cantate inni al Signore;
egli nei cieli cavalca, nei cieli eterni, *
   ecco, tuona con voce potente.
Riconoscete a Dio la sua potenza, †
   la sua maestà su Israele, *
   la sua potenza sopra le nubi.
Terribile sei, Dio, dal tuo santuario; †
   il Dio d’Israele dà forza e vigore al suo popolo, *
   sia benedetto Dio.
3 ant.
Cantate a Dio, popoli del mondo,
          cantate inni al Signore, alleluia.
V.
Cristo risorto dai morti non muore più, alleluia,

R.
su di lui la morte non ha più potere, alleluia.
PRIMA LETTURA

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni, apostolo
8, 1-13

I sette angeli che puniscono il mondo
     
   Quando l’Agnello aprì il settimo sigillo, si fece silenzio in cielo per circa mezz’ora. Vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe. Poi venne un altro angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull’altare d’oro, posto davanti al trono. E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi. Poi l’angelo prese l’incensiere, lo riempì del fuoco preso dall’altare e lo gettò sulla terra: ne seguirono scoppi di tuono, clamori, fulmini e scosse di terremoto.
     I sette angeli che avevano le sette trombe si accinsero a suonarle.
     Appena il primo suonò la tromba, grandine e fuoco mescolati a sangue scrosciarono sulla terra. Un terzo della terra fu arso, un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde si seccò.
     Il secondo angelo suonò la tromba: come una gran montagna di fuoco fu scagliata nel mare. Un terzo del mare divenne sangue, un terzo delle creature che vivono nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto.
     Il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque. La stella si chiama Assenzio; un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono per quelle acque, perché erano divenute amare.
     Il quarto angelo suonò la tromba e un terzo del sole, un terzo della luna e un terzo degli astri fu colpito e si oscurò: il giorno perse un terzo della sua luce e la notte ugualmente.
     Vidi poi e udii un’aquila che volava nell’alto del cielo e gridava a gran voce: «Guai, guai, guai agli abitanti della terra al suono degli ultimi squilli di tromba che i tre angeli stanno per suonare!».
 
RESPONSORIO                              Cfr. Ap 8, 3-4; 5, 8
R.
Un angelo si fermò presso l’altare, reggendo un
incensiere d’oro. Gli furono dati molti aromi,
*
e il
fumo degli aromi salì davanti a Dio, alleluia!

V.
Ciascun angelo aveva coppe d’oro colme di profumi,
che sono le preghiere dei santi;

R.
e il fumo degli aromi salì davanti a Dio, alleluia.
SECONDA LETTURA
Dal «Proslogion» di sant’Anselmo, vescovo
(Cap. 14. 16. 26; Opera omnia, ed. F. S. Schmitt, Seckau-Edimburgo, 1938, 1, 111-113. 121-122)
Possa io conoscerti e amarti per godere di te
   Anima mia, hai trovato quello che cercavi? Cercavi Dio e hai trovato che egli è qualcosa di sommo tra tutti, di cui non si può pensare nulla di meglio; che è la stessa vita, la luce, la sapienza, la bontà, l’eterna beatitudine e la beata eternità; che è dovunque e sempre.
   Signore Dio mio, che mi hai formato e rifatto, di’ all’anima mia, che lo desidera, che cosa altro sei oltre a quello che ha visto, perché veda chiaramente ciò che desidera. Essa si protende per vedere di più, ma oltre a ciò che ha visto non vede che tenebre. Anzi non vede tenebre, perché in te non ce ne sono, ma vede che essa non può vedere di più per le sue proprie tenebre.
   Davvero, o Signore, è luce inaccessibile quella in cui tu abiti. Non c’è altro che possa penetrare questa luce, per vederti chiaramente in essa. Io non la vedo, perché è troppa per me, e tuttavia tutto quello che vedo, lo vedo per mezzo di essa come l’occhio infermo ciò che vede lo vede per mezzo della luce del sole, che però non vede nel sole stesso. Il mio intelletto non può nulla rispetto ad essa. Splende troppo, non la comprende e l’occhio dell’anima mia non sopporta di guardare a lungo in essa. È abbagliato dallo splendore, è vinto dall’immensità, è confuso dalla grandezza.
   O luce somma e inaccessibile, o verità intera e beata, quanto sei lungi da me che ti sono tanto vicino! Quanto sei remota dal mio sguardo, mentre io sono così presente al tuo!
   Tu sei presente tutta dovunque e io non ti vedo. Mi muovo in te, sono in te e non posso avvicinarmi a te. Sei dentro di me e attorno a me e io non ti sento.
   Ti prego, o Dio, fa’ che io ti conosca, ti ami per godere di te. E se non lo posso pienamente in questa vita, che io avanzi almeno di giorno in giorno fino a quando giunga alla pienezza. Cresca qui la mia conoscenza di te e diventi piena nell’altra vita. Cresca il tuo amore e un giorno divenga perfetto, perché la mia gioia sia grande qui nella speranza e completa mediante il possesso definitivo nel futuro.
   Signore, per mezzo di tuo Figlio comandi, anzi consigli di chiedere, e prometti che otterremo perché la nostra gioia sia piena. Io chiedo, o Signore, quello che consigli per mezzo dell’ammirabile nostro consigliere: possa io ricevere ciò che prometti per la tua verità, perche la mia gioia sia piena. O Dio verace, te lo chiedo ancora: fa’ che io lo riceva perché la mia gioia sia piena. Nel frattempo mediti la mia mente, ne parli la mia lingua. Ne abbia fame l’anima mia e sete la mia carne, lo desideri tutto il mio essere fino a quando io non entri nella gioia del mio Signore che è Dio uno e trino, benedetto nei secoli. Amen.
 
RESPONSORIO
R.
Anselmo, maestro insigne, formato alla scuola di Lanfranco,
padre amato dai suoi monaci, assunto al servizio episcopale.

*
Lottò con coraggio per la libertà della Chiesa, alleluia.

V.
Non è schiava, ma libera la sposa di Cristo: proclamava
con voce indomita.

R.
Lottò con coraggio per la libertà della Chiesa, alleluia.
ORAZIONE
   O Dio, che hai dato al vescovo sant’Anselmo il dono della sapienza per meditare e insegnare le profondità del tuo mistero, illumina il nostro intelletto con la luce della fede, perché ricerchiamo e amiamo sempre più la verità che ci hai rivelato. Per il nostro Signore.
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.

Memoria facoltativa

SANT’ANSELMO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA - Memoria facoltativa

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