Perché non ci siano vite a perdere
Articolo, 17 Marzo 2012
Ha dato voce all’ “immane concretezza”, al “mistero d’iniquità”, alla “presenza del male”, che porta a misurarsi con carenza di risorse e “problemi irrisolti e forse insolubili”. Ma il seminario di studio promosso sabato 17 marzo a Roma dall’Ufficio Nazionale per la pastorale della sanità su “Salute e carcere”, ha messo in fila anche alcune variabili sulle quali si può e si deve lavorare. Perché – come richiamato recentemente dal Card. Bagnasco – “non si può pensare che quelle dei carcerati siano vite a perdere”.
